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   Sono trascorsi più di cento anni dalla prima guerra mondiale e settanta dalla seconda, che hanno coinvolto milioni di proletari, chiamati dalle rispettive classi dominanti a scannarsi reciprocamente in nome della democrazia o della nazione. Nuovamente in Europa rullano i tamburi

   E nuovamente tocca ascoltare e leggere, oltre l’ovvia propaganda dell’italica classe dominante, momentaneamente schierata in parte maggioritaria nel campo della democrazia contro l’autoritarismo, anche dichiarazioni di gruppi che si richiamano al marxismo, che si schierano con l’uno piuttosto che con l’altro campo: a favore della resistenza ucraina ovvero a favore della pulizia antinazista russa. Con tutti i sottili distinguo del caso, naturalmente, e in nome delle magnifiche sorti e progressive del rispettivo socialismo.

   Per questi, pare proprio che le lezioni del passato non servano a nulla. L’attuale situazione, ovviamente, non può essere ricondotta sic et simpliciter alle condizioni preliminari alle due guerre mondiali. Ma alcune questioni non mutano e altre si ripresentano con le stesse forme. Una di queste è lo schieramento con uno dei campi borghesi in lotta e l’abbandono dello schieramento di classe. Abbiamo, quindi, deciso di pubblicare un articolo scritto da Amadeo Bordiga nel lontano 1914, che merita di essere letto. Le tesi fondamentali in tema di guerra e democrazia, guerra di difesa, o di guerra che i socialisti dovrebbero ammettere restano valide anche oggi.     Leggi l'articolo